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#44 - Acciaio con dazi al 50% e il dato allarmante sull'AI nel Procurement

25 ago 2026

Illustrazione a matita di due tratti di ponte in travi d'acciaio che non si congiungono, con un vuoto al centro: sulla campata di sinistra materiali tradizionali (profilati in acciaio, un fusto metallico e mattoni impilati), su quella di destra un circuito stampato e un microchip, a rappresentare il divario tra materie prime e semiconduttori nella catena di fornitura del Procurement.

Bentornato su Compri Bene: edizione speciale d'agosto, pensata per chi rientra dalle ferie e vuole sapere in dieci minuti cosa è cambiato.

Tre storie e due date per chi rientra: una regola nuova già in vigore, due indagini di mercato che dicono dove è arrivata davvero l'AI, e le scadenze da segnare prima di riaprire gli ordini.

🌎 Sguardo globale

Acciaio: contingenti tagliati, dazi al 50% e una prova nuova da chiedere ai fornitori entro il 1° ottobre

Dall’1 luglio 2026 l’acciaio entra in Europa con regole diverse. Il regolamento (UE) 2026/1384 ha sostituito la salvaguardia in vigore dal 2019 e scaduta il 30 giugno, e questa volta si tratta di uno strumento permanente, senza data di scadenza.

Il nuovo impianto normativo in sintesi:

  • 18.345.922 tonnellate di contingenti esenti dai dazi all’anno, cioè i volumi che entrano senza pagare, distribuiti sulle 30 voci di prodotto dell’allegato I, dai laminati a caldo ai tubi senza saldatura, dalle barre alla vergella
  • 50% di dazi ad valorem, calcolati sul valore della merce, per tutto ciò che supera il contingente: il doppio del 25% precedente
  • circa il 47% in meno di volumi esenti rispetto ai contingenti del 2024, secondo il Consiglio dell’UE
  • assegnazione trimestrale in ordine di arrivo, con i volumi rimasti liberi che slittano al trimestre successivo per tutto il primo anno, fino al 30 giugno 2027

La novità che vale una riga nel calendario è però un’altra. Dall’1 ottobre 2026 chi importa deve dimostrare in dogana il Paese di melt and pour, cioè il luogo dove l’acciaio è stato fuso in forno e colato in forma solida la prima volta. Conta quel passaggio, a monte della laminazione, del rivestimento e della spedizione, che spesso avvengono altrove. Il regolamento cita come esempio di prova il certificato di collaudo del produttore, il mill test certificate, e la Commissione europea deve stabilire entro il 31 agosto 2026 quali documenti verranno effettivamente accettati. L’obbligo vale anche per l’acciaio dei Paesi SEE, cioè Islanda, Liechtenstein e Norvegia, che restano fuori dai contingenti e dai dazi, ma non da questa richiesta.

I numeri che giustificano la stretta sono nel regolamento stesso: la sovracapacità siderurgica mondiale era pari a 602 milioni di tonnellate nel 2024, circa cinque volte il consumo europeo, e arriverà a 721 milioni entro il 2027. Nello stesso periodo l’industria europea ha perso oltre 30 milioni di tonnellate di capacità dal 2018, con impianti utilizzati al 67% nel 2024 e circa 30.000 posti di lavoro in meno.

Due scadenze allargano il perimetro. Dall’1 ottobre 2027 i dati sul Paese di fusione entreranno nel calcolo della distribuzione dei contingenti tra Paesi esportatori, ed entro il 30 giugno 2028 la Commissione valuterà se farne la base d’accesso. Soprattutto, entro il 30 giugno 2027 deve valutare se estendere le regole ai prodotti a valle che contengono acciaio in quantità significativa: chi importa componenti lavorati e non materia prima potrebbe rientrare nel perimetro. Da tenere presente anche che ferro e acciaio sono anche tra i settori interessati da CBAM, quindi sullo stesso acquisto si sommano due partite diverse.

🔗 Fonti primarie: Regolamento (UE) 2026/1384, Gazzetta ufficiale dell'UE · Consiglio dell'UE, adozione del regolamento · Commissione europea, consultazione sulle prove di melt and pour

Tip

Possibili spunti per il Procurement: hai poco più di cinque settimane prima dell’1 ottobre. Tre domande da girare adesso a ogni fornitore di prodotti siderurgici: se sa indicare il Paese di fusione e colata per ogni codice che ti vende, oltre a quello dello stabilimento di laminazione; se il certificato di collaudo riporta quel Paese in modo esplicito; se il documento viaggia con la spedizione o va richiesto a parte. In parallelo, poiché i contingenti si assegnano in ordine di arrivo e fuori quota i dazi sono del 50%, la data di arrivo di un carico dentro il trimestre è diventata una variabile di costo: conviene ricostruire il conto in due scenari, dentro e fuori contingente, prima di confermare gli ordini dell'ultimo trimestre.

💻 Procurement & Tech

Il 37% delle aziende sta provando l'AI sugli acquisti, ma solo il 2% l'ha davvero integrata

Achilles è una società britannica che gestisce reti di qualifica e monitoraggio dei fornitori, e ogni anno interroga le organizzazioni che fanno parte di quelle reti. La sua indagine annuale, uscita a marzo 2026, raccoglie le risposte di 2.805 organizzazioni in dieci mercati, Italia compresa, nei settori delle costruzioni, dell’energia, della manifattura, dei trasporti, dei servizi finanziari e della pubblica amministrazione. La lettura dei dati sull’AI è stata ripresa da Procurement Magazine l’11 agosto.

Tra chi ha risposto alle domande sull’adozione dell’AI, il 37% ha già l’AI in pilota, in produzione o in uso esteso su Procurement, rischio fornitori e sostenibilità. Ma solo il 2% dichiara di averla integrata pienamente in azienda. Il sentiment al riguardo resta favorevole, con il 45% di opinioni positive contro il 7% di negative, quindi quel salto mancante ha poco a che vedere con la diffidenza verso la tecnologia.

Le differenze sono nette a seconda del settore in cui opera chi ha risposto. Tra i comparti con almeno 25 rispondenti, i servizi IT (information technology) guidano l’implementazione dell’AI con il 62%, il trasporto marittimo segue con il 56% e il trasporto su gomma chiude al 26%, contro una media generale del 37%. I casi d’uso più diffusi restano concreti: automazioni di processo, assistenti virtuali, e gestione del rischio fornitori. Lo stesso vale per i benefici dichiarati, cioè più efficienza di processo, meno lavoro ripetitivo, e decisioni più informate.

La parte utile del rapporto sono le barriere, perché sono organizzative prima che tecnologiche:

• competenze interne e capacità di analisi dei dati insufficienti

• difficoltà di integrazione con gli ERP e i sistemi legacy, cioè i gestionali già in uso in azienda,

• dati sporchi e mal strutturati

• AI non ancora trattata come priorità strategica

Sullo sfondo, la stessa indagine segnala che solo il 6% delle organizzazioni ha visibilità completa oltre i fornitori di primo livello.

Adam Whitfield, responsabile Global Compliance ed ESG di Achilles, lo sintetizza così in una dichiarazione rilasciata in inglese e ripresa da Procurement Magazine (la traduzione è nostra, dall’inglese):

Se le fondamenta sono sbagliate, l'AI non fa che amplificare il problema.

Adam WhitfieldResponsabile Global Compliance ed ESG, Achilles

📌 Ne avevamo già parlato: nel numero #41 il Thomson Reuters Global Trade Report 2026 esponeva un dato quasi identico da un'altra angolatura. Nello specifico, meno dell'8% delle aziende dichiarava pieno controllo sul rischio fornitori.

🔗 Fonti: Procurement Magazine, i dati Achilles sull'adozione dell'AI · Achilles

Tip

Possibili spunti per il Procurement: quel gap tra 37% e 2% è la VERA notizia, e l’elenco delle barriere dice dove si perde. Prima di valutare uno strumento, qualsiasi esso sia, conviene rispondere a tre domande interne:

• su quale categoria di spesa i dati sono già abbastanza puliti da reggere un pilota

• chi in azienda risponde del risultato, oltre che dell’acquisto della licenza

• quale processo esistente l’AI deve alleggerire, senza aggiungere un passaggio ulteriore

Un pilota costruito su dati “sporchi” produce soprattutto diffidenza interna, ed è il modo più rapido per rimandare il tema di un altro anno.

📊 ProcureStat

I dati ufficiali Eurostat: l'AI arriva al marketing prima che alla supply chain

Se l'indagine Achilles racconta cosa dichiarano le aziende, i dati di Eurostat (ufficio statistico dell'Unione Europea) mostrano dove l'AI finisce davvero. Questi dati arrivano dall'indagine comunitaria sull'uso delle ICT (cioè delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione) condotta dagli istituti statistici nazionali su un campione di 157mila imprese basate in Europa.

Grafico a barre orizzontali "Dove arriva l'AI in azienda: la logistica è ultima" sulla quota di imprese UE con almeno 10 addetti che usano l'AI per finalità d'uso nel 2025: Marketing e vendite 34,7%, Organizzazione dei processi amministrativi e gestionali 31,0%, Contabilità, controllo di gestione e finanza 23,1%, Processi produttivi 20,8%, Sicurezza informatica 19,8%, Ricerca e sviluppo o innovazione 19,1%, Logistica 6,1%. Fonte: Eurostat, indagine ICT usage and e-commerce in enterprises, dataset isoc_e_ai, UE-27, 2025.

Nell'UE il 19,95% delle imprese con almeno 10 addetti usa almeno un'applicazione AI, in crescita di 6,5 punti sul 13,5% del 2024. Nella manifattura la quota è 17,3%, in Italia 16,4%. La dimensione pesa molto: dal 17% delle piccole imprese si passa al 30,4% delle medie e al 55,0% delle grandi.

Il dato che riguarda chi lavora negli acquisti sta nella scomposizione per finalità d'uso. Tra le imprese europee che usano l'AI, il 34,7% la impiega per marketing e vendite e il 31,0% per l'organizzazione dei processi amministrativi e gestionali. La logistica è l'ultima della fila, al 6,1%. Nella manifattura il quadro non cambia: 30,4% su marketing e vendite, 6,6% sulla logistica.

🔗 Fonti primarie: Eurostat, «Use of artificial intelligence in enterprises» · Eurostat (dataset 1, dataset 2)

Tip

Possibili spunti per il Procurement: questa distribuzione è un'informazione competitiva più che una curiosità statistica. Il vantaggio di portare l'AI su marketing e vendite si è già eroso, perché lo stanno facendo tutti. Su approvvigionamenti e logistica il terreno resta in gran parte vuoto, e chi si muove nei prossimi 12 mesi entra in un campo tutto da presidiare, dove è arrivato solo il 6% delle aziende.

Con compri

I nostri agenti AI lavorano sui dati che hai già, cioè contratti, ordini e scadenze, e restituiscono confronti tra fornitori e segnalazioni di anomalie di spesa. È la strada più breve per passare dal pilota all'uso quotidiano senza aggiungere persone.

📅 Date da segnare al rientro

Illustrazione a matita di un calendario da tavolo a spirale con griglia di date, dove due puntine segnano due scadenze: una accanto a una foglia e un albero, l'altra accanto a una fabbrica con fumo dai camini, a rappresentare le scadenze di sostenibilità e delle emissioni industriali nel Procurement.

30 dicembre 2026, EUDR. L’EUDR, EU Deforestation Regulation, il regolamento europeo sui prodotti a deforestazione zero, si applica agli operatori di grandi e medie dimensioni, con proroga al 30 giugno 2027 per le micro e piccole imprese, dopo la revisione adottata dal Consiglio dell’UE a dicembre 2025. Riguarda bovini, cacao, caffè, olio di palma, gomma, soia, legno e derivati. Restano circa 4 mesi per mettere in ordine la geolocalizzazione delle aree di produzione e le dichiarazioni di due diligence, cioè le verifiche documentate sull’origine di ogni lotto.

30 settembre 2027, CBAM. Il CBAM, Carbon Border Adjustment Mechanism, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere, è nel suo regime definitivo dall’1 gennaio 2026. Le importazioni di cemento, fertilizzanti, ferro e acciaio, alluminio, elettricità e idrogeno effettuate quest’anno stanno quindi già generando esposizione ai certificati. La vendita dei certificati apre nel 2027 e la prima dichiarazione annuale, con restituzione dei certificati relativi alle importazioni 2026, va presentata entro il 30 settembre 2027. Sotto le 50 tonnellate annue complessive di merci CBAM si resta esenti, con l’eccezione di elettricità e idrogeno.

🔗 Fonti primarie: Consiglio dell’UE, revisione EUDR · Parlamento europeo · Commissione europea, attuazione EUDR · Commissione europea, regime definitivo CBAM · DEHSt, l’autorità tedesca per lo scambio di quote di emissione

Tip

Possibili spunti per il Procurement: la scadenza è nel 2027, i dati sono del 2026. Chiedi ora ai fornitori extra-UE i valori di emissioni incorporate verificati a livello di singolo impianto: in loro assenza si applicano i valori predefiniti pubblicati dalla Commissione europea, che non premiano nessuno.

📄 Nota

Compri Bene è la newsletter di Compri, ed è gratuita. Compri sviluppa soluzioni di automazione per il Procurement, quindi scriviamo di un settore in cui operiamo: quando parliamo dei nostri prodotti lo segnaliamo in modo esplicito.

Verifichiamo fatti e fonti con attenzione e citiamo sempre i documenti originali, ma possiamo sbagliare. Se trovate un errore scrivetecelo a compribene@compri.ai e ci adopereremo per correggerlo nel numero successivo.

Le informazioni sono aggiornate alla data di invio e alcune normative citate sono ancora in evoluzione. Quello che leggete qui è puramente editoriale, a scopo di suggerire spunti e argomenti da approfondire, non costituisce parere legale o consulenziale, né sostituisce il servizio di un professionista sul vostro caso specifico: prima di decidere su questioni normative, fiscali o contrattuali, fatevi assistere da chi può valutare la vostra situazione.

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