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#42 - Hormuz in bilico, Amazon punta sui robot e la Cina sfida il mercato dei chip

16 lug 2026

Disegno a matita: un globo con rotte tratteggiate che convergono su un punto barrato, una nave portacontainer e un wafer di silicio con un microchip.

Oggi: pedaggio USA sullo Stretto di Hormuz, AI nei magazzini Amazon, e la Cina che sfida il mercato dei chip con la più grande IPO dell'anno.

Tre storie che sembrano lontane e che invece tracciano, ciascuna a modo proprio, il Procurement dei prossimi anni.

🌎 Sguardo Globale

Lo Stretto di Hormuz diventa a pagamento: cosa rischia la supply chain globale

Il 14 luglio Trump ha annunciato via social media gli Stati Uniti come autoproclamati «Guardiani dello Stretto di Hormuz», e che ogni nave in transito dovrà pagare una tariffa del 20% sul valore del carico come compensazione per «garantire la sicurezza nel tratto più volatile del mondo».

La proposta ha fatto scattare l'allarme in tutta la filiera dello shipping. Hapag-Lloyd ha definito il pedaggio «fondamentalmente sbagliato», ricordando che le tariffe del Canale di Suez o di Panama si giustificano con investimenti infrastrutturali enormi; nello Stretto di Hormuz non esiste nulla di simile. Per una Very Large Crude Carrier carica di greggio, il costo stimato da BIMCO (il Baltic and International Maritime Council, l'associazione internazionale di riferimento che raccoglie ed elabora i dati sui costi dello shipping globale) supera i 27 milioni di dollari a viaggio, un conto che inevitabilmente si trasferisce a valle nella catena di fornitura.

Il contesto è già fragile. Il cessate il fuoco tra USA e Iran di metà giugno si è incrinato rapidamente: nei giorni intorno all'annuncio si contavano appena 14 navi in transito giornaliero, contro le 37 di una settimana prima. In condizioni normali, dallo Stretto passano circa 21 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a un quinto dei flussi mondiali.

Per il procurement, la questione va oltre il prezzo del barile. I contratti di fornitura di energia, materie prime e semilavorati che fanno riferimento a prezzi spot legati al greggio del Golfo sono esposti a una volatilità strutturale nuova: non più ciclica, ma politico-tariffaria. La clausola che permette di sospendere gli obblighi contrattuali quando si verificano eventi eccezionali e imprevedibili, quella che i legali chiamano «causa di forza maggiore», torna al centro delle rinegoziazioni.

Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha risposto con ironia, dicendosi d'accordo sul principio ma rivendicando il ruolo di «guardiani naturali» dello Stretto per l'Iran. Sullo sfondo, i noli marittimi sul Golfo Persico restano instabili e l'Unione Europea ha ribadito che il diritto internazionale del mare non prevede pedaggi in acque internazionali.

🔗 Fonti: CNBC, The Guardian

Tip

Per il Procurement: rivedi le clausole di indicizzazione al prezzo del petrolio nei contratti di fornitura. Se stai acquistando materie prime o semilavorati con catene logistiche che transitano dal Golfo, è il momento di mappare l'esposizione e valutare alternative di stoccaggio o multi-sourcing con fornitori fuori dall'area.

💻 Procurement & Tech

Amazon: tre mosse AI che cambiano la logistica e il Procurement

In questa edizione Amazon merita un approfondimento a sé, perché negli ultimi trenta giorni ha mosso tre pedine diverse sullo stesso scacchiere: automazione dei magazzini, gestione della spesa e sostenibilità. Guardarle insieme racconta qualcosa di più grande.

Al Delivering the Future di Londra, Amazon ha svelato la nuova generazione del robot Proteus. La novità non è la forza (sa già spostare carrelli da 400 kg) bensì il linguaggio: Proteus processa comandi in linguaggio naturale, ricevendo istruzioni dai colleghi come se fosse un operatore umano. Scott Dresser, VP di Amazon Robotics, lo ha sintetizzato così: «Gli dici cosa va fatto, lui decide priorità, percorso, tempistica. Diventa il tuo assistente per la movimentazione dei materiali.» Il sistema è attualmente in fase pilota; il deployment europeo è previsto nella prima metà del 2027, parte di un investimento da oltre 10 miliardi di euro nelle operations europee con l'obiettivo di creare 25.000 nuovi posti di lavoro nel continente.

Inoltre, all'Amazon Business Exchange 2026, Céline Vuillequez, VP di Amazon Business Europe, ha presentato Amazon Quick: un assistente AI disponibile ai clienti Prime Business che si collega a migliaia di applicazioni, automatizzando task ripetitivi e producendo deliverable completi, dai report comparativi alle presentazioni. Il punto è il contesto: secondo l'ultimo State of Procurement Report di Amazon Business, il 73% dei senior leader considera i dati e l'analisi critici per migliorare le operations nei prossimi due anni, ma il 47% dei decision-maker fatica a gestire l'efficienza operativa con le risorse disponibili. L'azienda ams OSRAM, integrandosi con SAP Ariba, ha ridotto i tempi di approvazione degli acquisti da sette giorni a meno di uno.

Infine, nel Sustainability Report 2025, Amazon dichiara per il terzo anno consecutivo il 100% di copertura elettrica da rinnovabili, una riduzione dell'intensità carbonica del 38% dal 2019, e 52.700 furgoni elettrici in circolazione (+68% sull'anno precedente). AI installata in 820 facility per rilevare perdite e guasti meccanici; sistemi che identificano materiali nei prodotti invendibili per ottimizzare il riciclo.

La lettura d'insieme è questa: Amazon sta costruendo un'infrastruttura in cui robot, AI applicata agli acquisti e sostenibilità fanno parte dello stesso sistema visto da angolazioni diverse.

Con Compri: i nostri agenti AI leggono lo storico dei contratti, segnalano le anomalie di spesa e confrontano le proposte dei fornitori, così il team Procurement guadagna capacità senza aggiungere persone.

🔗 Fonti: Procurement Magazine(I,II)

Tip

Per il Procurement: il modello Amazon Quick (AI che analizza i contratti storici, segnala anomalie di spesa, confronta proposte di fornitori) è già replicabile in organizzazioni molto più piccole con strumenti esistenti. La domanda da fare al proprio team: quali attività ripetitive di analisi degli acquisti state ancora facendo manualmente?

📊 ProcureStat

CXMT: la Cina entra nel mercato globale dei chip di memoria

Il 15 luglio 2026 è iniziato il book-building per la più grande IPO di semiconduttori dell'anno: ChangXin Memory Technologies (CXMT), il principale produttore cinese di chip DRAM, punta a raccogliere 29,5 miliardi di yuan (circa 4,3 miliardi di dollari) sulla borsa STAR di Shanghai. La quotazione è prevista per il 27 luglio.

I numeri di CXMT sono difficili da ignorare: nel primo trimestre 2026 i ricavi sono cresciuti del 719% su base annua, con un utile netto che ha superato i 33 miliardi di yuan in un solo trimestre. I prezzi medi di vendita si trovano oggi a un 5-10% dai livelli di Samsung e SK Hynix, una distanza che fino a un anno fa sembrava incolmabile.

Cosa ha cambiato le carte in tavola? La domanda di memoria per i data center AI è strutturalmente superiore all'offerta. In questo contesto, CXMT ha conquistato una quota del 7,7% del mercato globale DRAM nel 2025, diventando il quarto produttore mondiale. Tencent ha firmato un accordo pluriennale da oltre 20 miliardi di yuan per la memoria DDR5 per server; Apple starebbe trattando con Washington l'autorizzazione a comprare chip CXMT per i propri dispositivi, spinta dall'aumento dei costi che ha già influenzato i prezzi di iPad e MacBook.

Il tema rilevante per il procurement non è solo finanziario. La quotazione di CXMT segnala l'accelerazione della strategia cinese di autosufficienza nei semiconduttori. Secondo Reuters, l'IPO sarà la maggiore offerta A-share nel settore da quando SMIC è entrata in borsa nel 2020. Il messaggio implicito alle supply chain globali: il duopolio Samsung-SK Hynix-Micron si sta per fare meno stretto, almeno per le memorie standard.

🔗 Fonti: Reuters (via MSN/The Edge Malaysia), South China Morning Post

Tip

Per il Procurement: i buyer di componenti elettronici, in particolare chi acquista prodotti consumer, server o infrastrutture IT, dovranno tenere d'occhio l'evoluzione dell'offerta CXMT nel mercato occidentale. Un quarto produttore che scala velocemente è un'opportunità di leverage nelle negoziazioni con i fornitori storici, ma anche un rischio compliance da gestire se i clienti finali operano in settori soggetti a controlli sulle esportazioni USA.

Grafico a barre "Quota di mercato DRAM per produttore 2025": Samsung 40%, SK Hynix 30%, Micron 22%, la cinese CXMT 7,7% e altri 0,3%. Fonti SemiAnalysis e Reuters.

⚖️ Focus Compliance

PepsiCo: il 70% degli ingredienti sono ora certificati come sostenibili. E lo Scope 3 aspetta ancora

PepsiCo ha pubblicato i risultati del suo programma Positive Agriculture per il 2025: il 70% degli ingredienti chiave risulta oggi approvvigionato in modo sostenibile, in aumento rispetto al 66% dell'anno precedente. L'obiettivo per il 2030 è il 90%. L'azienda dipende da oltre 50 colture provenienti da 61 paesi, il che rende la supply chain agricola uno degli asset più complessi da certificare nel settore food & beverage.

La definizione adottata da PepsiCo per «ingrediente sostenibile» richiede che la materia prima superi una soglia minima dello 0,01% del volume annuale di approvvigionamento e superi un processo strutturato di risk assessment. Non è la certificazione più rigorosa sul mercato, ma è verificabile e scalabile.

Il dato meno comunicato è l'altra faccia del report: PepsiCo ha rimandato ancora la pubblicazione delle metriche Scope 3. Le emissioni di filiera, ovvero quelle generate dai fornitori e dalla logistica a monte e a valle, rimangono il punto cieco di quasi tutti i grandi programmi ESG nel settore. Supply Chain Dive ha riportato questo ritardo come un segnale del fatto che raccogliere dati credibili lungo filiere di 61 paesi è ancora fuori dalla portata operativa di molte aziende, anche quelle con risorse significative.

Per i procurement manager italiani, la traiettoria di PepsiCo è istruttiva per due motivi: il progresso graduale e misurabile funziona meglio della promessa ambiziosa non documentata; e lo Scope 3 resta il problema irrisolto, che la nuova direttiva CSRD renderà sempre più difficile da rinviare.

🔗 Fonti: Supply Chain Dive, Supply Chain Digital

Tip

Per il Procurement: se state costruendo un programma di sustainable sourcing, il modello di risk assessment per ingrediente/categoria di PepsiCo è un framework replicabile. Iniziate dai fornitori che rappresentano più dello 0,5% della spesa e che operano in settori ad alto rischio (agricoltura, estrazione, chimica): è lì che si concentra il 90% dell'esposizione Scope 3.

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