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#11 - Canale di Panama in crisi, materie prime in pericolo: chi salverà il procurement?
6 mar 2025
Edoardo Arbizzi
🌍 Sguardo Globale
🔥 Siccità al Canale di Panama: nuovi rischi per la supply chain globale
Il nodo logistico sotto pressione
Il Canale di Panama, uno dei più importanti snodi commerciali mondiali, sta affrontando una crisi senza precedenti a causa di una grave siccità. Le autorità locali hanno ridotto il numero di transiti giornalieri da 36 a 27 navi al giorno, con picchi di oltre 160 navi in attesa di attraversare il canale. Questo scenario sta già avendo ripercussioni dirette sulle catene di approvvigionamento globali.
📌 In che modo viene affetto il procurement**?**
Ritardi e tempi di consegna più lunghi: La deviazione su rotte alternative (ad esempio circumnavigare il Sud America) allunga i tempi di transito, causando ritardi nelle consegne. In alcuni casi si sono registrati fino a 21 giorni di attesa per attraversare il Canale, obbligando le aziende a rivedere i loro piani di approvvigionamento.
Aumento dei costi logistici: La capacità ridotta del canale ha fatto lievitare i costi di trasporto. Le navi devono consumare più carburante per rotte più lunghe e competere per i pochi slot disponibili, facendo aumentare i noli marittimi. Ad esempio, i prezzi spot dei container sulla rotta Cina-Stati Uniti sono saliti fino al 36% in seguito a queste restrizioni, e analoghe pressioni al rialzo possono manifestarsi su altre tratte.
Rischi per l’approvvigionamento di materie prime: Molte navi portarinfuse bloccate trasportano carichi come minerali, cereali o combustibili. Il rallentamento di questi flussi può generare carenze temporanee per le aziende a valle (es. minor disponibilità di metalli o grano) e maggiore volatilità nei prezzi delle commodity.
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⚖️ Focus Compliance
📜L’UE semplifica la rendicontazione di sostenibilità ma rimane un grosso peso per le aziende
L’Unione Europea sta valutando di snellire la rendicontazione di sostenibilità, riducendo gli obblighi per molte imprese e allineando meglio le normative con gli obiettivi di crescita economica. Tuttavia, queste misure sono ancora in fase di discussione e non sono state ancora approvate. Ma cosa significherebbe, concretamente, per le aziende?
1️⃣ Meno aziende obbligate a rendicontare
Se prima la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) coinvolgeva un numero elevato di imprese, ora l’obbligo scatterà solo per quelle con più di 1.000 dipendenti, escludendo circa l’80% delle aziende precedentemente coinvolte. Le PMI potranno comunque aderire volontariamente, ma con standard più leggeri.
2️⃣ Meno documentazione da produrre
Le imprese che rientrano nell’obbligo di rendicontazione dovranno fornire meno dati e informazioni, grazie alla semplificazione degli ESRS (European Sustainability Reporting Standards). Gli standard settoriali non saranno più obbligatori, riducendo il carico burocratico.
3️⃣ Focus solo su attività finanziariamente rilevanti
Con la semplificazione della EU Taxonomy, le aziende dovranno rendicontare solo le attività con un impatto economico significativo. Le istituzioni finanziarie avranno template più snelli e le imprese con fatturato inferiore ai 450 milioni di euro potranno fornire solo KPI essenziali o evitare la rendicontazione.
4️⃣ Due diligence meno complessa
La CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), che impone alle aziende di monitorare la sostenibilità lungo la supply chain, entrerà in vigore nel 2028, con un obbligo ridotto solo ai partner commerciali diretti. Questo significa meno oneri di controllo su fornitori e subappaltatori, pur mantenendo la responsabilità etica nelle operazioni aziendali.
🔍 In sintesi: meno burocrazia, meno costi di compliance e più spazio per concentrarsi sugli investimenti reali. L’UE mira a trovare un equilibrio tra sostenibilità e competitività, rendendo il procurement più agile senza rinunciare agli obiettivi ESG.
🔗 Fonte: The Procurement
🎙️ Podcast
Nel nuovo episodio di Compri Bene, abbiamo parlato con Giulia Bocchi, Responsabile Acquisti di PBL, azienda leader nella progettazione macchinari per il settore farmaceutico e medicale. E tra fornitori strategici, materiali certificati e tecnologie avanzate, il procurement qui è tutt’altro che banale.
🎯 Tre spunti chiave:
🔍 Pressione sugli approvvigionamenti – Componenti introvabili e costi alle stelle hanno reso il 2022 un anno cruciale per capire quali fornitori sono davvero affidabili.
🤝 Oltre la fornitura – Nei macchinari complessi, i fornitori sono anche partner di progettazione. Relazioni solide fanno la differenza.
🚀 Digitalizzazione o declino – Gestire gli ordini a mano non basta più. L’AI è essenziale, ma serve il giusto equilibrio tra innovazione e controllo.
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